Raccolgo storie

Gira e rigira. Il calice che nasce dal gesto

Le cose migliori nella vita sono le più vicine: il respiro nelle narici, la luce nei tuoi occhi, i fiori ai tuoi piedi, gli incarichi nelle tue mani, il sentiero del bene proprio davanti a te. Allora non cercare di afferrare le stelle, ma svolgi le semplici cose della vita come vengono, sicuro che le funzioni quotidiane e il pane quotidiano sono le cose più dolci della vita.

Robert Louis Stevenson

Quando cerchiamo di rintracciare nella memoria il filo che ci riconduca agli eventi passati che in qualche maniera, nel bene e nel male, ci hanno segnato, ci ancoriamo a un insieme indefinito di elementi, quasi fossero gli attori della nostra personale storia, di quel dramma che altro non è che l’insieme di azioni che compongono e animano le commedie e le tragedie della nostra vita.

Che siano messe in scena eroiche, romantiche o dolorose, pur sempre dei ricordi parliamo come di gesta storiche che raccontano e definiscono attraverso parole, discorsi, emozioni chi siamo oggi. Ma se è nelle frasi che possiamo rintracciare il significato, è pur vero che è grazie al gesto che possiamo rintracciare l’autenticità, l’istinto, il sentimento non mediato dalla ragione.

È nell’amorevolezza di un’abitudine, nella premura di un’attenzione particolare, nella spontaneità di un’offerta, nella quotidianità di un rituale che ritroviamo l’importanza dei gesti, di quelli anche resi scontati dagli automatismi e dalla quotidianità e proprio per questo ancora più densi di significato proprio perché diventati quasi archetipi di un modo di vivere che è nostro, soltanto nostro.

Ha ragione Stevenson, sono queste le cose più dolci della vita. E le più autentiche sono le idee più semplici da cui nascono i progetti più creativi, geniali, utili.

Quello ideato e creato da Franco Parentini, proprietario dell’azienda famigliare Vetrerie di Empoli (maestri nell’arte del vetro da quasi un secolo e di cui avevo raccontato qui una breve storia) non è soltanto un bellissimo oggetto – un calice da degustazione primo e unico nel suo genere  – ma la concretizzazione proprio di un’idea semplice che, come egli stesso racconta, “riguarda la consuetudine che abbiamo noi italiani con il vino e con i gesti connessi al berlo, che non sono di tutti: dal sentirne l’odore al farlo ruotare nel bicchiere. ‘Gira e rigira’ (questo il nome del calice) consente, conversando a tavola, di far decantare il vino con un movimento elegante, naturale, senza più alcun imbarazzo o sensazione di inadeguatezza”.

Ecco che un oggetto tanto innovativo quanto creativo può racchiudere tutto il senso delle storie della tradizione (come quei pranzi di famiglia che molte volte costituiscono i più belli dei nostri ricordi) quando nasce dall’animo di si impegna da anni a produrre bellezza, quella più vera, intramontabile, sofisticata e, soprattutto, utile.

cover depliant

Questo brevetto mimetizza nel cristallo del calice, pur senza nasconderlo troppo, un perno volutamente visibile in metallo dorato all’apice dello stelo e alla base della coppa e che genera grazie allo sfioramento una morbida rotazione oscillante finalizzata a esaltare luce, colore e profumo del vino: si tratta così di un oggetto di design anche bello e raffinato. Ecco che possiamo dire di essere di fronte a una delle forme più vere di creatività, ovvero quella che nasce per valorizzare, creare condivisione e regalare emozioni.

[Scarica il depliant di presentazione]

logo-vetrerie

© Vetrerie di Empoli

Via Monte Napoleone, 22, 20121

Milano

Telefono: 02 7600 8791

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