Artigiani e laboratori,  Raccolgo storie

Ceramica Massimino. Storia e talento di una famiglia di Vietri

Ci sono storie di famiglia che in realtà sono favole. Quella di Ceramica Massimino risponde alle tipiche funzioni della fiaba descritte dal celebre Vladimir Propp nel suo libro Morfologia della fiaba, in cui si racconta di giovani e di anziani, di difficoltà, di allontanamenti, di mancanze, di traguardi e prove da superare e, perché no, di un lieto fine. E, come la maggior parte delle fiabe, anche questa inizia con il classico “C’era una volta”.

Siamo a Vietri sul mare, negli anni Cinquanta, in una delle costiere più scenografiche, poetiche e suggestive d’Italia, quella Amalfitana, quando la famiglia di Giovanni Massimino, nato da appena un mese, emigra per motivi economici in Emilia Romagna, dove porta la sua expertise artigiana maturata da generazioni nel campo del fatto a mano, della ceramica e della pesca. Giovanni cresce con un modello ben preciso: quello del sacrificio e della passione per il proprio lavoro. E del sogno, quello di una realtà lavorativa autonoma e del ritorno alle proprie radici. Così, abbandonato il suo  ruolo di fabbro in azienda, all’età di diciotto anni, con la famiglia ritorna al Sud, in quel  Sud che è legame, radici e richiamo dell’anima.

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Sono trascorsi quarant’anni  da quando Giovanni fonda a Vietri sul Mare il suo laboratorio artigiano di ceramica che battezza con il suo cognome.  Tiziano, figlio di Giovanni e fratello di Ugo e Iolanda, è cresciuto a pane e ceramica e rappresenta la nuova generazione che a sua volta ha assorbito i valori della famiglia: passione per il proprio lavoro e umiltà. Sì, perché quando gli chiedo di raccontarmi della sua infanzia, Tiziano mi dice che tra i suoi primi ricordi c’è il papà, dal temperamento riservato e umile, che lavora sempre, domenica e festività comprese.

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Oggi, l’attività di CERAMICA MASSIMINO si divide tra un laboratorio di tre stanze (per la lavorazione dell’argilla, la cottura nei due forni, la decorazione) e il negozio nel centro di quel paese dichiarato nel 1997 dall’Unesco Patrimonio dell’umanità. “Ciascuno di noi, mio papà, mia mamma, i miei fratelli, ha i suoi pennelli, i suoi colori, la sua tornietta (base rotante per dipingere, ndr)”. Ciascuno, penso incantata mentre lui mi parla, ha il suo mondo di creatività e poesia da mettere ogni giorno a disposizione di un’arte autentica, concreta, realizzata interamente a mano e in cui ogni fase della lavorazione racchiude un po’ di magia.

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Si incomincia con i panetti di argilla di 25 kg l’uno a lavorare al tornio seguendo unicamente la propria inventiva e la manualità acquisita nel corso degli anni, lungo la tradizione famigliare di ceramisti. Tutto passa dal tornio, prosegue Tiziano, tranne i piatti che sono lavorati esclusivamente a mano, “come si fanno le pizze”.

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La fase successiva è quella dell’essiccatura che fa cambiare il colore del manufatto da grigio scuro a grigio chiaro. “Quanto tempo ci impiega mediamente un vaso ad asciugare?” “Dipende dal cielo e dalle stagioni”, sottolinea Tiziano con fare serio e professionale. Sì, perché l’aria della sua Vietri può essere molto secca in estate e molto umida nei mesi invernali, determinando così una lieve variabilità nei tempi dell’asciugatura che vanno dalle due alle tre settimane.

Una volta essiccato, l’oggetto entra in forno per la cottura a mille gradi dove poi riposerà, affinché la temperatura scenda almeno a cento gradi, prima di uscire. Pronto poi per la decorazione, viene prima smaltato, cioè predisposto per la fase successiva di pittura. L’operazione della smaltatura avviene per immersione in un prodotto naturale, miscelato in un mulino, a base di acqua, polvere di vetro, sabbia (anche marina).

Trascorso un giorno affinché lo smalto essicchi, l’oggetto è finalmente pronto per la pittura e per la successiva ultima fase di cottura e asciugatura.

Paesaggi romantici, casette colorate e villaggi sulle colline, mondi sottomarini, decori astratti a mo’ di fuochi d’artificio e spirali di energia, asinelli e fiori. Basta vedere le fantasie raffigurate sulle ceramiche (toccarle, poi, vi assicuro, regala un’emozione indescrivibile) per percepire la passione che muove mani e cuore di questa famiglia animata dalla stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, direbbe Shakespeare, che qui è miscela di argilla, tradizione, senso del colore, talento.

Entrare nel loro negozio è come varcare la porta di questa storia lunga quarant’anni impressa negli sguardi e nei sorrisi della famiglia e raccontata dal pavimento rivestito in “riggiole”, mattonelle dalla forma circolare su cui sono raffigurate le tappe di questa vita dedicata a un’arte della ceramica intrisa di magia: quella stessa che si respira nel momento in cui, alla fine, l’oggetto esce intero dal forno dopo l’ultima fase di cottura e si sta tutti in silenzio, qualcuno pregando, quasi di fronte a una nascita che si spera finisca nel migliore dei modi: come il più bel lieto fine di qualsiasi favola.

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Ceramica Massimino

Vendita al minuto, realizzazioni su commissione e personalizzazioni: stoviglie, oggettistica, gioielli, articoli per bomboniere, complementi d’arredo per esterni ed interni, rivestimenti.

Laboratorio

Via E. De Marinis, 28

Negozio/Store

Piazza Matteotti, 142

84019 Vietri sul Mare – Salerno

Tel: +39.089211392

www.ceramicamassimino.com
info@ceramicamassimino.com

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