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BarBeline. Un sogno eco Friends

Chi sono gli animali che compaiono nei nostri sogni, e perché vengono a noi che abbiamo trascorso gli ultimi due secoli a sterminarli regolarmente, un ritmo sempre più rapido, senza pietà, specie per specie, in ogni parte del mondo?

[James Hillman]

Gli animali rientrano tra i primi ricordi della mia infanzia e prima ancora tra quelli dei miei genitori legati alla mia nascita. Tra canarini arrivati sul davanzale, cani fedeli come fratelli, criceti, gatti, ma anche galline, conigli, colombe e anatre, pur senza aver mai vissuto stabilmente in case di campagna se non di passaggio durante l’estate nelle case dei nonni, devo dire grazie alla mia famiglia per aver gettato in me il seme della sensibilità nei confronti degli animali. Se oggi sto diventando sempre più vegetariana e annovero tra le mie amicizie più vere, profonde, sincere e istintive quella con la mia cagnolina, è perché fin da bambina ho avuto la grande occasione di permettere agli animali di far parte integrante della mia vita e di concedere loro di entrare da sempre nei miei sogni. James Hillman, grande psicoanalista, saggista e filosofo statunitense a cui devo, tra gli altri, la mia formazione da psicologa grazie allo studio dei suoi libri (consiglio tra tutti Il codice dell’anima e il più tecnico Revisione della psicologia), in un brillante saggio intitolato Gli animali del sogno fa riflettere sul fatto che “anche noi siamo animali, mangiamo con le unghie e coi denti, soffriamo la sete, ci accoppiamo e attacchiamo al seno i nostri piccoli, sporchiamo con le nostre deiezioni punti prestabiliti e andiamo soggetti a varie emozioni, al panico, alla lussuria, all’amore del nido, alla curiosità”. Nel tentativo di comporre il puzzle della nostra identità, tra patrimonio genetico e bagaglio acquisito, il rapporto con gli animali ci dice molto, in un’ottica di ‘ecologia psichica’,  circa i nostri istinti primari oltre che per quanto riguarda le nostre attitudini e aspirazioni. Hillman si chiede “come possiamo capire noi stessi in quanto esseri umani se non abbiamo familiarità con le loro immagini e i loro comportamenti nelle nostre anime? Cosa fanno con noi, e noi con loro, nell’intimità più profonda che ci sia, nei sogni?”.

Questa premessa per introdurvi una factory londinese letteralmente intessuta di ecologia e di sogno.

Begonias flamingo silk scarf

Barbeline Lusandu è una giovane mamma single che nel marzo 2014 decide che il modo migliore per crescere i suoi due bambini è lavorare da casa. Così, coniugando la sua expertise nel business acquisita nel precedente lavoro con la sua naturale predisposizione al design, il suo innato senso estetico, unitamente alla sensibilità nei confronti di tutto ciò che è ecologico ed eco friendly, fonda un british brand dal sapore poetico, dall’inclinazione completamente hand-made e dalle contaminazioni vintage ed esotiche. BarBeline nasce come azienda che produce abiti per bambini e poi anche per adulti, per poi decidere di realizzare carte da parati (anche riposizionabili!), cartoline, foulard, cuscini e molto altro utilizzando metodi di stampa ecologica, tessuti di alta qualità (vedi 100% sete biologiche, organic bamboo cotton, satin naturale, 100% silk crepe de chine…) e senza l’utilizzo di inchiostri chimici e tossici.

Ma quello che colpisce di più, non solo per l’impatto visivo ma soprattutto per lo spirito creativo ed eclettico, sono i pattern che contraddistinguono le creazioni. A partire dai nomi dei tessuti (Jardin des fleurs DragonflyBegonias Flamingo stripes, Dancing Birds, Dragonfly Dance…),  giardini paradisiaci piuttosto che animali fantastici sono come in simbiosi con fenicotteri, libellule, struzzi, peonie e vegetazioni tropicali. Un’esperienza onirica prima ancora che un’offerta fashion, un’etica del prodotto prima ancora di una nuova offerta di design eco.

BarBeline, con la grazia di chi lavora senza ostentare, svolge un compito importante, quello cioè non soltanto di vestire bambini, adulti e ambienti rispettando la salute dell’essere umano salvaguardando la natura, ma anche di nutrirci più in profondità, attraverso lo sguardo – perché no fino all’inconscio – con quegli archetipi animali  che sta a noi riconoscere e accettare; come faceva riflettere Hillman, proprio in quanto anima-li, portatori di anima, risiedono nella nostra vita e del nostro profondo occupando talvolta anche gli spazi dei nostri sogni. Un po’ come un sogno è l’origine e la mission di BarBeline.

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