Raccolgo storie

Casa Alcoa. Arte, cuore e poesia

Respiro poesia, dal momento in cui varco la soglia dell’atelier di Luis e Sylviane.

Portogallo. In un piccolo paese affacciato all’Oceano nel tratto di costa compreso tra Porto e Lisbona nasce agli inizi del 1900 Casa Alcoa, un negozio che racconta una storia famigliare lunga un secolo, in cui i libri e le stampe si intrecciano all’arte e alla creatività.

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Una bottega in cui il fado, dolce, malinconico e ipnotico che risuona lieve si fonde con il profumo del sale e della sabbia che entrano dalla porta sempre aperta e si mescolano come in una danza regolata dal vento.

Un laboratorio in cui la ceramica incontra l’argilla, il fil di ferro, il vetro, le conchiglie, i legnetti portati dal mare.

Entro nel negozio di Sylviane e Luis attratta da un espositore di pratos de parede  pintado a mano com decoração tipica portuguesa e da una fila di piccoli gabbiani appoggiati su un lungo ramo attaccato a mo’ di bastone da tenda sopra la porta d’ingresso (solo dopo scoprirò che i gabbiani sono fatti di poca argilla lavorata con minuzia a mano e di conchiglie raccolte sulla spiaggia a pochi metri da lì. E costano 4 euro cada).

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Bom dia, posso entrar?  E in un attimo mi ritrovo in un mondo parallelo.

Luis è un signore che sorride con gli occhi prima ancora che con la bocca, nascosta sotto una fitta barba bianca. Mi racconta che ci troviamo nello spazio dell’ex tipografia libreria che era già del suo bisnonno e che poi nel 1980 lui e Sylviane hanno rilevato e trasformato lentamente nella loro grande passione: un atelier d’arte portoghese.

Quel posto mi ha già toccato il cuore, ho bisogno di vedere, assaporare, ascoltare, avvicinarmi per percepire i dettagli, toccare. “Posso prendere due casinhe, una per me e una per una mia amica?” Intanto il fado risuona.

La voce è quella della fadista Mafalda Arnauth. Quella musica mi ha tolto il fiato. “Il cd è nostro, ma se vuoi lo puoi comprare. La canzone si intitola Para Maria”. “Grazie Luis, sì, lo prendo”.

Voglio sapere, voglio trattenere l’emozione che sto provando. Prendo appunti. Una loro amica sta dipingendo. Chiedo a Sylviane, in un dialogo un po’ in portoghese, un po’ in francese, un po’ in italiano.

“Il vetro lo lavora Conçeiçao Cobral. I pesci  sono opera di Ana Sobral. I piatti li realizza Lagareiro Alentejo.

I gabbiani, le casette, le statue, sono fatti da me.

Questa l’ho realizzata quando è scoppiata la guerra in Ucraina. Ero rimasta colpita dalle donne che venivano riprese dalle telecamere durante i servizi dei telegiornali. Nonostante la tragedia, il sangue, le morti, loro mantenevano la compostezza nei loro abiti ‘buoni’. Distinte, eleganti. Ma con gli occhi che piangevano”.

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Resto ancora qualche minuto. Intanto Luis mi prepara i pacchetti. E come biglietto da visita mi regala cartoline anni trenta prodotte dalla tipografia del nonno che è stata poi rilevata – precisa Luis – e oggi è più in là, in paese, e si chiama Renascensa.

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Perché in Portogallo è così: la gente ci mette il cuore in quello che fa, in quello che era, in quello che ricorda, in quello che ti dà.

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Casa Alcôa – Artesanato

Pr. Sousa Oliveira, 30 – Nazaré – Portugal  Tel. +351 262 552 986

https://www.facebook.com/CasaAlcoaArtesanato

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